La_Bella_e_la_Bestia

La Bella e La Bestia – Jeanne-Marie Leprince de Beaumont

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Da piccola la chiamavano “la bella bambina”, e di qui le rimase il soprannome di Bella.

Ho scoperto che la fiaba de “La Bella e la Bestia” vanta moltissime versioni diverse, moltissimi adattamenti, con le interpretazioni più disparate.

Per la prima volta fu pubblicata da Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve nel 1740, ma in questo caso abbiamo la versione dell’aristocratica francese Jeanne-Marie Leprince de Beaumont che nel 1745 emigrò in Inghilterra per lavorare come insegnante e scrittrice di libri per l’infanzia. Proprio perché il racconto era destinato ai suoi alunni, molti dettagli dell’originale novella di Villeneuve vennero omessi e alcune scene vennero riscritte.

Come per la fiaba de “La Sirenetta” di cui vi ho parlato nell’articolo precedente, anche qui le differenze con il film d’animazione della Disney e del film del 2017 con Emma Watson sono tantissime.
Forse l’unico film che ho visto, che più si avvicina alla fiaba originale è quello diretto da Christophe Gans nel 2014, “La Belle et la Bête”. Film fantastico francese con protagonisti Vincent Cassel e Léa Seydoux.

Quand’anche mi struggessi dal pianto, non varrebbe a farmi riprendere quello che ho perso, dunque è meglio cercare di essere felici, anche senza un centesimo in tasca.

TRAMA:

Al centro della storia le vicissitudini di Bella, una bellissima e brava ragazza, dedita alla casa e alla famiglia; la sua vita cambierà improvvisamente quando deciderà di salvare il padre – per la gioia delle sorelle che in un colpo solo si libereranno dell’odiosa rivale – sorpreso a rubare una rosa dal padrone di un maniero, una Bestia enorme e terrificante. L’incontro tra la Bella e la Bestia sarà solo l’inizio di una storia d’amore straordinaria e originale, che rivelerà al lettore l’incanto struggente della vera bellezza.

Conosco degli uomini che sono più mostri di voi” disse Bella, “e, quanto a me, mi piacete più voi con questa vostra figura di tanti altri che, sotto l’aspetto d’uomo, nascondono un cuore falso, corrotto e irriconoscente.

La fiaba contiene molti messaggi e insegnamenti. Uno su tutti è che l’amore va oltre l’apparenza e può trasformare l’animo. La Bestia è condannata a restare sotto quell’aspetto finché una bella fanciulla non consentirà a sposarla. Se inizialmente il principe era crudele ed egoista, grazie all’amore di Bella il suo animo si trasformerà e lei si innamorerà della bontà del suo carattere.

Un altro aspetto che viene sottolineato è la contrapposizione tra la bontà e la semplicità di Bella, con la cattiveria e la gelosia delle sue sorelle. Le due sorelle maggiori infatti inizialmente ricche, hanno un comportamento arrogante con tutti e pretendono qualsiasi cosa dal generoso padre. Anche quando finiscono in disgrazia, non perdono occasione di lamentarsi e chiedere sempre di più. Bella invece è molto umile e le bastano poche cose per essere felice, come i suoi fedeli compagni, i LIBRI, con cui passa la maggior parte del suo tempo.

La Bella ci insegnerà che non si devi mai giudicare un libro dalla copertina, così come non si deve mai giudicare una persona dal suo aspetto, non è detto che un uomo di bella presenza sia anche gentile e buono.

La fiaba si conclude con le due sorelle che verranno trasformate in statue di pietra a causa del loro cuore arido, invidioso e cattivo. Solo se riconosceranno i loro errori potranno ritornare di carne, ma sarà molto difficile. Staranno alla porta del palazzo della sorella e la pena sarà quella di essere testimoni della sua felicità.

Non è la bellezza né lo spirito di un marito che rendono felice una donna, ma la bontà del carattere, la virtù e le buone maniere, e la Bestia ha tutte queste belle cose.

Vi ricordo che potete trovare questi piccoli ma preziosi libricini sul sito di Alter Ego Edizioni nella sezione “Gli Eletti“. Sono davvero belli da vedere e da collezionare, con un prezzo super invitante, solo € 3.90. Io sono arrivata a quota 10. Ora devo solo decidere la prossima fiaba.

Alla prossima recensione!

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